Collepiccolo, che dal 1864 ha cambiato il nome in Colle di Tora, è un piccolo comune situato nel cuore della Valle del Turano e conta attualmente circa 380 abitanti.

CENNI STORICI: COLLE DI TORA E LA VALLE DEL TURANO

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Le notizie storiche di questa valle sono poche e frammentarie ma di certo c’è che in epoca preromana sorse qui una città Sabina denominata Tora (o Tiora, o Tore, o Tirya), l’esatta ubicazione di questo antico centro è ancora controversa, numerosi resti però sono ancora visibili nei monti circostanti il lago e in prossimità di Colle di Tora (Mura au Pizzu, Mura a’ Rocca, Mura dei Frainili e Rocca del Castellano). Questa antica città fu sabina e ricordata da Autori dell’antichità classica tra cui Varrone, Dionigi d’Alicarnasso e Plinio; è inoltre ricordata anche in numerosi documenti medievali del IX secolo (Regesto e Chronicon Farfensi).

Dopo lo sfacelo del Grande Impero, Collepiccolo e la Valle del Turano, insieme a Rieti e al resto della Sabina, attraversarono un lungo periodo di sconvolgimenti e un tumultuoso susseguirsi di invasioni e governi fino a quando non vennero definitivamente incorporati nello Stato Pontificio. Nel VI sec. i Longobardi divisero l’Italia in diciassette Regioni  e trentasei Ducati (a loro volta suddivisi in Gastaldati), nel nuovo assetto la nostra zona fu inserita nella XIII Regione, Paolo Diacono, nella sua Storia dei Longobardi la descrive cosi: “La XIII Regione è la Valeria, cui è unita la Nursia, essa si trova tra l’Umbria, la Campania e il Piceno e confina ad Est con il Sannio. La parte occidentale del suo territorio, a nord di Roma, si chiamava un tempo Etruria, dal popolo degli Etruschi. Le sue città più importanti sono: Carsioli, Reati, Furcona e Amiterno…”

Più precisamente, la Sabina andò a costituire in parte il “Patrimonium Sancti Petri” e fu inclusa nel territorio del Ducato di Spoleto che divenne uno dei ducati più importanti dell’Italia centro-meridionale, in particolare Collepiccolo e la vallata facevano parte del Gastaldato Turano. Con il dissolversi del potere centrale e l’affermarsi delle autonomie locali, Colle di Tora, insieme agli altri centri vicini (Castel di Tora, Pozzaglia, Malamorte, Turania ecc) entrarono a far parte della Massa Torana, per lungo tempo proprietà dell’Abbazia di Farfa. Verso la metà del secolo VIII Colle di Tora e tutta la Massa Torana passarono sotto la giurisdizione papale.

Nel 1731 venne portata a termine la costruzione della nuova chiesa, San Lorenzo Martire, eretta in sostituzione della vecchia parrocchiale di San Tommaso, gia da tempo non più adatta a contenere tutta la popolazione di Colle di Tora.

Nel XX secolo il territorio della vallata era sotto il comune di Castel di Tora, faceva parte del Mandamento di Rocca Sinibalda e della Provincia di Perugia; contava circa 160 famiglie per un totale di circa 900 abitanti. Nel 1923 il territorio andò sotto la provincia di Roma e nel 1927 passò sotto quella di Rieti.

Negli anni 1935-39 fu costruita la diga di Posticciola la quale diede vita al Lago artificiale del Turano. Se da una parte questa diga portò innovazione ed energia, dall’altra segnò una grave perdita per la vallata, sia da un punto di vista economico sia sociale e ambientale. I terreni migliori, più fertili, dove venivano coltivati la canapa, il lino, il grano nonché vigneti, furono sommersi dalle acque del lago e i contadini dovettero spostarsi sulle montagne, meno adatte a quel tipo di coltivazioni.

PRODOTTI TIPICI: IL FAGIOLO A PISELLO

fagiolo a pisello 04Sulle montagne sovrastanti Colle di Tora, in località Fontanili e Acqua Mezza, tra gli 800 e i 900 metri di altitudine cresce una particolare varietà di fagiolo, il cosiddetto “Fagiolo a pisello” (Phaseolus vulgaris). Fu introdotto probabilmente nei primi anni del 900, importato dal Sud America. Questo tipo di fagiolo si presenta di colore bianco e tondeggiante (la sua forma ricorda appunto quella di un pisello), la caratteristica principale è la buccia, talmente sottile che risulta quasi assente. Le piante del fagiolo a pisello sono rampicanti e possono raggiungere tranquillamente anche i 3 metri di altezza, infatti è necessario fissare i rami a delle apposite strutture di sostegno.

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Considerato un prodotto unico nel suo genere è stato oggetto di numerosi studi da parte dell’Università di Perugia, sono stati condotti degli esperimenti per la riproduzione del fagiolo in altre zone, però sia le condizioni climatiche che geologiche peculiari dei monti circostanti Colle di Tora hanno fatto si che la riproduzione della pianta in altre zone fallisse.

FESTE E SAGRE

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PASQUARELLA
SAGRA DEL PIZZILLU COLL’ERBE
FESTA PATRONALE DI SAN LORENZO
SAGRA DEL FAGIOLO A PISELLO
FESTA DEGLI SBIRRI